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Nel contesto dei depositi telematici, capita spesso di dover produrre in giudizio scambi di email o PEC. Sebbene sia fortemente raccomandabile depositare sempre i file originali (.msg o .eml, specialmente nel caso si tratti di PEC), è altrettanto importante e utile fornire al Giudice una trascrizione ordinata e di facile lettura, che permetta di seguire agevolmente il filo delle comunicazioni.
Questa semplice applicazione web nasce per aiutarti proprio in questo compito. Puoi caricare rapidamente più file .msg o .eml semplicemente trascinandoli nell'area sottostante oppure cliccando per selezionarli dal tuo computer. L'applicazione estrarrà automaticamente per ogni email mittente, destinatario, data, oggetto, corpo del messaggio e allegati. Potrai così riordinare le email e preparare un report unico più facile da leggere, copiare negli atti o usare come base di lavoro.
Il modo più semplice per iniziare è trascinare nell'area di caricamento tutti i file email ricevuti dal cliente o esportati dal programma di posta. L'app accetta file .msg e .eml; quando incontra una PEC cerca di arrivare al messaggio effettivo, evitando per quanto possibile di mostrare solo la busta tecnica di trasporto.
Dopo il caricamento, ogni email viene mostrata come una scheda. La prima riga serve per gestire il lavoro: puoi comprimere o espandere la singola email, includerla o escluderla dal report, oppure eliminarla dall'elenco. Se il materiale è molto lungo, il pulsante comprimi tutto riduce le email alle sole intestazioni e rende più comodo il riordino manuale. Puoi ordinare automaticamente per data, ma puoi anche trascinare le schede per ricostruire una sequenza più utile dal punto di vista narrativo o processuale.
Gli allegati non vengono riversati tutti in pagina per impostazione predefinita, perché in una corrispondenza reale diventerebbe rapidamente impossibile orientarsi. L'app mostra invece una riga compatta per ciascun allegato. Aprendo l'allegato puoi vedere l'eventuale testo estratto, correggerlo, includerlo nel report o scartarlo. Questa scelta è importante: non tutto ciò che è tecnicamente leggibile è anche utile per il lavoro dell'avvocato.
Per i documenti che contengono già testo, come PDF nativi, DOCX, TXT, RTF, XML, CSV, JSON e altri formati testuali, l'estrazione è normalmente rapida. Per immagini e PDF scannerizzati, invece, l'app può tentare il riconoscimento OCR solo su richiesta. In quel caso il risultato dipende dalla qualità della scansione e deve essere considerato una bozza da controllare, non una trascrizione sicura.
Quando hai finito di selezionare e ordinare il materiale, puoi copiare il report formattato negli appunti, esportare un file TXT oppure creare un Markdown strutturato. Il Markdown è pensato per conservare meglio il contesto: separa le email, mantiene i metadati, indica gli allegati e rende più chiaro a un eventuale strumento di analisi quali testi provengono dalle comunicazioni e quali dagli allegati.
Questa app è progettata per lavorare localmente nel browser: le email e gli allegati vengono letti sul dispositivo dell'utente e non vengono caricati sul server dell'applicazione.
È però essenziale distinguere la sicurezza dell'app dal successivo uso del risultato. Se esporti il report e lo carichi su un servizio online, su una piattaforma di intelligenza artificiale, su un cloud o su qualsiasi strumento di terzi, stai compiendo un trattamento ulteriore fuori da questa applicazione. In quel momento occorre valutare riservatezza, segreto professionale, dati personali, eventuali dati giudiziari, condizioni del servizio utilizzato, localizzazione dei dati e basi giuridiche del trattamento.
Il report può essere molto utile per chiedere a uno strumento di IA una sintesi, una cronologia, una ricerca di contraddizioni o una prima classificazione dei documenti. Resta però responsabilità dell'utente verificare ogni risultato. Le analisi automatiche possono fraintendere il contesto, confondere allegati e messaggi, attribuire rilievo eccessivo a passaggi marginali o produrre conclusioni non giustificate. Prima di usare il contenuto in un atto, in una comunicazione al cliente o in una valutazione difensiva, il controllo professionale resta indispensabile.
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